La famiglia di Alaa ha condiviso una piccola lettera di Alaa dal carcere. Sua zia Ahdaf l’ha tradotta dall’arabo in inglese, e io l’ho tradotta in italiano qui:

“Ciao, non ho ancora visto la vostra lettera, perciò non posso rispondervi. E non so chi di voi sia qui ma credo sia la mamma. Mi fa un po’ paura il pensiero che aspettiate sotto questa pioggia. E sembra che l’intero edificio sia affogato, come sempre. Ma onestamente, mentre pioveva è stata una gioia e l’odore della polvere bagnata era bello e il suono delle persone che levavano le loro preghiere è stato un’ispirazione. Qui manca il far parte degli eventi della natura e del clima ma questa pioggia si fa sentire attraverso i muri.
Spero che stiate tutti bene. Io posso solo dire che sono in buona salute. Il giorno del mio compleanno è stato un po’ drammatico e non ho potuto festeggiare ma la torta alla banana ha compensato un po’. In assenza di libri cerco di energizzare i pensieri rievocando episodi della Storia, a volte chiacchierando di argomenti di scienza. La mia immaginazione fatica a intrattenersi con sogni di liberazione ma, sapete, qui si cerca di trovare una ragione di ottimismo nel calo dell’ondata di destra nel mondo, e nel credere che i suoi effetti possano raggiungerci. Naturalmente sono abituato al metodo di Gramsci sul pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà, ma qui c’è una tale negazione della volontà che ho bisogno di esercitarmi a un ottimismo della mente prima di danneggiare i miei compagni. È tutto. In generale sto bene e vi voglio bene e mi mancate”.

The post Una lettera di Alaa first appeared on Alaska.