Gli altri sono le nostre paure, i nostri sensi di colpa, la materializzazione dei nostri stati d’essere… e non c’è avventura più grande che incontrare gli altri e riconoscerli come proiezione dei nostri stati, della nostra psicologia…

In tutti questi anni abbiamo incontrato gli altri senza alcuna consapevolezza di incontrare le nostre malattie, le nostre cadute, le nostre morti… per anni ed anni il mondo ci è apparso come un inferno terrestre e l’abbiamo accusato prima di riconoscerci come il Creatore, come l’Artefice di tutte quelle ombre brancolanti apparentemente fuori di noi, abitanti del mondo della nostra superstizione.

Possiamo amare gli altri solo se amiamo noi stessi.