Radio Malaparte è la rassegna settimanale del giornale L'Intellettuale Dissidente, la sfida radiofonica alla cultura dominante.
La pandemia non ha fermato la nuova guerra fredda in corso fra Occidente e Oriente e l'Italia è diventata l'epicentro di questo capitolo.
Sognatore, guerriero, ribelle. Lo scrittore russo ha fatto dell'estetica il fulcro della vita e dell'azione politica. E la sua morte ci consegna un'eredità dinamitarda.
La nuova traduzione italiana de Il tramonto dell’Occidente restituisce alla nostra attualità la programmatica inattualità di Spengler, mostrando l’opera per ciò che è: non il compianto sul declino, ma l’apertura grandiosa sulle questioni del nostro tempo, quindi sulla democrazia di massa, sullo strapotere del denaro, sul regno della tecnica, sulla globalizzazione.
Cosa si nasconde dietro il crescente anti-europeismo della Turchia, dalla retorica neo-ottomana al recente attacco contro la Grecia.
Da più di mezzo secolo assistiamo a una lenta ma incessante erosione dei diritti dei lavoratori, che segue come un’ombra la perdita di sovranità dello Stato in ambito politico ed economico. Il ricorso al lavoro precario, al controllo a distanza, al demansionamento, al licenziamento illegittimo, alla sostituzione robotica, alla delocalizzazione, alle pressioni commerciali, sono tutte minacce che le grandi aziende e i colossi postindustriali impongono alla sicurezza e alla dignità dei lavoratori del III millennio, in bilico tra precariato e sfruttamento, a volte persino privati di un interlocutore umano con cui trattare migliori condizioni di lavoro, e costretti adesso a essere governati dagli evanescenti algoritmi delle app più sofisticate. Come reagire per tutelare i diritti dei lavoratori di fronte al nuovo padronato? Come potranno i lavoratori sfruttati ritrovare i giusti spazi di partecipazione politica e sindacale? Con uno sguardo al passato, narrando la tragica parabola della precarizzazione del lavoro – sul piano legislativo, ma anche simbolico e politico – realizzata con la colpevole arrendevolezza dei grandi sindacati confederali e la tacita complicità di partiti di destra e di sinistra, questo pamphlet che brilla per impegno civile vuole rilanciare la scelta di rivendicazione e di lotta dei lavoratori per far fronte alle grandi sfide e alle più impellenti battaglie, prima che sia troppo tardi. Ne abbiamo parlato con Savino Balzano, autore di "Pretendi il lavoro!" (GOG edizioni).
Dal Made in China 2025 alla Nuova via della seta, fino al recente scontro con gli Stati Uniti di Trump: la Cina è alla ricerca di egemonia globale o di un proprio spazio vitale?
Dall’essenzialità di Carosio alla garra charrúa di Lele Adani. Cosa succede quando la lingua di Dante incontra lo sport più amato dagli italiani? Nella nuova puntata del nostro podcast ripercorriamo la storia di vizi, virtù, lessico e formule della telecronaca calcistica.
Sulle spalle del pontefice argentino pesa come un macigno l'enorme responsabilità di evitare la dissoluzione della chiesa cattolica e guidarne la rinascita nelle periferie del mondo.
Le banche centrali esercitano un potere immenso nelle nostre società, svolgendo spesso un ruolo politico oltre che tecnocratico, nonostante siano un organismo non soggetto al controllo democratico. Da dove traggono la loro legittimazione? Tutto ciò è compatibile con una società democratica? Abbiamo sviscerato il tema con Lorenzo Castellani, storico delle istituzioni politiche all'Università Luiss.
La visione del mondo di Parigi è senz'altro una delle più ricche e affascinanti, ma è anche quella che ha prodotto più vittime insieme a quella statunitense.
Niente di più gioioso del Natale, il ripetersi infinito di una nascita. E niente di più angoscioso, secondo Manganelli, della sua rappresentazione, il tradizionale presepe, con la sua “infelicità esclusiva, viscida, serpentesca, e insieme calamitosa”. Uno spettacolo che emerge dal niente, in cui il non-vivo domina la scena.
Il motivo per cui gli analisti politici occidentali non riescono a capire Erdogan è semplice: tentano di spiegare ogni azione riferendosi al neo-ottomanesimo, trascurando e ignorando completamente altre logiche.
L'Occidente secolarizzato e multiculturale è un supermercato, non una cultura. Abbiamo allo scaffale tutto ciò che desideriamo: ogni prodotto, ogni sapore, ogni musica. In che cosa credere ancora?
Scienziato, giornalista, agente segreto, visionario, perfino "terrorista", come scrisse una volta nel proprio curriculum. Jacques Bergier fu un cosmonauta dello spazio interiore che non volle mai separare la scienza dal miracoloso, perché "il solo interesse della scienza risiede nel suo fornire idee alla fantascienza". Ve ne parliamo nella nuova puntata del nostro podcast.
Come l'internazionale evangelica e quella sionista hanno dato vita a una fratellanza che, superando le contraddizioni ideologiche, sta plasmando le relazioni internazionali in favore dell'asse Washington-Tel Aviv.
In morte di un filosofo.
È scomparso all’età di 81 anni Remo Bodei, un grande della filosofia italiana. Nel nostro podcast il ricordo di Massimo Cacciari: “sapeva bene, e lo voleva ricordare nei fatti, che filosofia e scienza nascono nella polis, al suo centro, nell’agorà, e non sono senza confronto e conflitto”.
La Rive Gauche parigina, che rese Parigi capitale della cultura europea, è già leggenda, con le sue università, il quartiere latino e Montparnasse, luoghi di grandi intellettuali e artisti. Ma la sponda destra non fu da meno. Il nostro podcast vi porta una carrellata di aneddoti dalla Rive Droite: con noi ci sono Céline, Proust, Scott Fitzgerald, Hemingway e persino Josephine Baker, la prima star di colore, «la più bella pantera» di Parigi, che si esibiva nuda tenendo una piuma di fenicottero rosa proprio dove immaginate.
In questa nuova puntata approfondiremo il contenuto dell'intervista al prof. Tiberio Graziani: insieme proveremo a capire le ragioni della nuova guerra fredda tra Occidente e Russia e quali potrebbero essere i suoi sviluppi nel prossimo futuro.
Torna in auge il progetto di ius culturae, e le posizioni sull’immigrazione si radicalizzano in facile boldrinismo e corrucciato sciovinismo. Eppure il modello delle culture nazionali creato dallo studioso olandese Geert Hofstede può dirci qualcosa sulla capacità del carattere italiano, così mascolino e avverso al cambiamento, di resistere all’ibridazione culturale.
Ventisette anni fa il celebre politologo Francis Fukuyama si lanciava nell'azzardata previsione che la vittoria dell'Occidente nella guerra fredda avrebbe condotto all'inevitabile fine della storia. Gli accadimenti internazionali gli hanno dato torto o ragione? Ne parliamo in questa nuova puntata di Confini.
Ma quale Sessantotto. Il movimento Fridays For Future è una contestazione che manca di fermento ideale, testi di riferimento, pratiche coerenti vissute in prima persona. Non bastano le buone intenzioni e le azioni dimostrative: bisogna rovesciare il malessere che l’ideologia del "benessere" ha portato nelle nostre vite artificiali.
In questa puntata dialoghiamo con Gabriele Guzzi, dottorando a Roma Tre e commentatore di politica ed economia. Il tema sono le prospettive economiche del nuovo governo M5S-PD. Quale sarà il rapporto con l'Unione Europea? Come sarà la prossima manovra economica? Ascoltateci per saperne di più.
Nella storia recente nessun pontefice mai fu criticato tanto dai fedeli e dalla stessa gerarchia ecclesiastica. È tempo di comprendere l'artificiosità di queste ostilità, da dove vengono, come sono state costruite e da chi.
Censure e vanità. La storia dei premi letterari in Italia è ricca di aneddoti che mostrano il volto debole e ipocrita dei grandi scrittori. Chi vince si dispera, chi perde grida al complotto. Pavese, Bufalino, Moravia, Gadda, Pasolini, fino a chi combatte la lobby letteraria ma pubblica con editori berlusconiani. Aveva ragione Longanesi quando scriveva che “non si sa più cosa leggere in questo paese di premiati”?
L’ambientalismo costa, e non si può essere più verdi delle proprie tasche. I partiti ambientalisti indicano un problema, ma le mappe elettorali ne suggeriscono un altro: perché aree ricche e inquinate vogliono imporre regole green alle altre zone d’Europa prima che a se stesse? Ne parliamo su Radio Malaparte.
L’editoria non arranca, la letteratura sì. Se Madame Bovary muore di buone letture, l’influencer Giulia De Lellis è nelle classifiche ancor prima di arrivare in libreria (in ogni senso). Una spietata analisi della situazione del libro in Italia tra soubrettes, calciatori, prezzi disagevoli e romanzi maschiofobici.
Sotto la guida di Narendra Modi l'India sembra lanciata verso una nuova era di protagonismo internazionale. Il Paese, sorretto anche da un elevato tasso di fecondità, sta riscoprendo la propria identità culturale e recentemente non ha temuto di sfidare gli Stati Uniti, in nome dell'interesse nazionale.
Occidente scosso dal ritorno dell'identitarismo di destra, grandi potenze eurasiatiche che tentano di esportare il proprio modello di civiltà, lo spettro di un terrorismo islamista infinito e l'affacciarsi del suprematismo bianco: Samuel Huntington aveva previsto tutto?
L'Occidente gioisce per il crollo dei consensi verso Putin e per l'ascesa di nuove forze politiche considerate più democratiche, ma una lettura più approfondita dei fatti smentisce questa errata interpretazione, delineando uno scenario più cupo e complesso.
In questa seconda puntata di "Confini" vi spieghiamo dove e come nasce l'ossessione statunitense nei confronti dell'Iran: uno scontro pluridecennale che, prima di essere economico e geopolitico, è anzitutto ideologico.
Il franco CFA è qualcosa di cui si parla molto, ma spesso senza conoscerlo adeguatamente. In questa puntata lo andiamo a scoprire insieme a Thomas Fazi, giornalista e traduttore di un recente libro sul tema.
C’è un’Italia assopita che non è quella delle grandi città. Un'Italia che non è Roma o Milano, che non sta sotto i riflettori, che rischia l’estinzione, silenziosa, disabitata, fatta di terreni incolti, culle vuote, cimiteri pieni, imposte chiuse e case sfitte. Questa Italia ha due cantori: Giovanni Lindo Ferretti e Franco Arminio. Ne parliamo nel nostro podcast.
La scuola a pezzi. //
Ma quale maturità, la scuola italiana è a pezzi. Decenni di tagli, metodologie didattiche importate dagli Stati Uniti, demolizione del sistema meritocratico, edifici inadeguati. Il declino della scuola dato per dato. Su Radio Malaparte.
Oggi la prima puntata di "Confini", la nuova trasmissione radiofonica a tema geopolitico de L'Intellettuale Dissidente. Emanuel Pietrobon vi condurrà lungo la Nuova Via della Seta per capire e interpretare al meglio tutte le implicazioni dello scontro del secolo, quello che vede contrapposti gli Usa di Donald Trump e la Cina di Xi Jinping.
Cosa ci insegna la morte autoinflitta della giovane olandese Noa Pothoven? C'è un fondo oscuro nei paesi considerati aperti e avanzati, isole di sofferenza personale al largo di una società apparentemente inclusiva. Se ciò che chiamiamo progresso fosse in realtà la rimozione dell’individuo, la riduzione della persona a problema medico, sociologico, economico? Ne parliamo nel nostro podcast.
La «Civiltà delle macchine», rivista di Finmeccanica, oggi Leonardo, nell'Italia dell'industrializzazione fu luogo di incontro tra tecnici e umanisti, con le firme di Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia e Carlo Emilio Gadda. Oggi rinasce sotto la direzione di Peppino Caldarola e Pietrangelo Buttafuoco, per unire ancora lettere e scienza, destra e sinistra.
Questione di falce. Il podcast della settimana ci racconta il passaggio dalle terre comuni alle recinzioni e privatizzazioni borghesi, che cambiarono il modo di pensare e di vivere la comunità. Ogni consuetudine agraria è prima di tutto l’espressione di una condizione spirituale.
Come sfuggire alla bulimia giornalistica. Dai salotti illuministi ai gattini in prima pagina: il giornalismo è cambiato, diventando informazione senza riflessione, comunicazione senza conoscenza. C’è un modo per non essere schiavi delle fake news, dei video virali e delle narrazioni dei guru televisivi?
NOTRE-DAME E IL FALÒ RITUALE DELL'EUROPA STANCA. //
Notre-Dame brucia. Cosa racconta questo falò che mette in luce l'imperizia e la stanchezza di un'Europa in declino? Cosa accade agli uomini quando i simboli i frantumano? La riflessione di Stenio Solinas.
MASCHERA E VOLTO DEL FEMMINISMO CONTEMPORANEO. // Radio Malaparte si trasforma. Da rassegna di lettura e commento delle pagine culturali, diventa uno spazio dedicato a un solo articolo a settimana, per un podcast più rapido e fruibile. L'articolo della settimana è "L'ipocrisia del femminismo contemporaneo" di Arianna Cavigioli: «L'emancipazione femminile non si ottiene con l'ostilità verso l'uomo, né con l'aspirazione ad assumere posizioni di comando all'interno del sistema capitalista, ma solo con un radicale stravolgimento degli attuali meccanismi produttivi».
Il regno delle vittime. Come i diritti umani universali uccidono le identità.
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Il filosofo John Searle: «La ribellione dei robot? Ma le macchine non hanno coscienza»
Il nuovo Camilleri? «Minchionerie da cabaret di terza categoria».
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I tesori del Vate. Aprono al pubblico le soffitte delle meraviglie nella dimora di Gabriele D’Annunzio.
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Colpi di zappa. Pensieri e aforismi di Gustave Thibon, il filosofo contadino.
Disprezzo e avanguardia. A distanza di centodieci anni il futurismo rimane indigeribile per molti (e a noi piace per questo).
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Leggere lentamente. Il monito di Carlo Ginzburg contro le fake news.
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Il senso del carnevale? Costruire specchi per osservare la stranezza del quotidiano.
Lo sconosciuto Fernando Pessoa. Le inedite passioni politiche nazionaliste dello scrittore portoghese.
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L’antidemocrazia dei democratici. Perché l’allegra compagnia di Murgia e Saviano non sopporta il dissenso?
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Come diventare abili nelle trattative: citofonare a Guicciardini e Bismarck.
Come l’isterismo del politicamente corretto soffoca il lato “buono” della Rete.
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Decadimento linguistico o potenza comunicativa? L’italiano nei social tra faccine e tachigrafie.
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Il fisico Rovelli su Leopardi: «L’emozione di fronte all’infinito avvicina arte e scienza».
Tante patrie, tanta libertà. La profezia di Édouard Berth sugli intellettuali liberticidi e sull’impotenza poetica del nostro tempo.
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Attenti a Whatsapp. L’avvertimento dei linguisti contro il correttore automatico: «rappresenta un pericolo».
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L’abito fa il monaco e anche il dittatore. Perché preferire la via della tradizione nell’abbigliamento.
Contro la barbara civiltà borghese. Antonio Migliozzi racconta la vita di Renzo Novatore, l’anarchico individualista.
// Il Mediterraneo sofferente. Ambiente sfruttato e archeologia depredata nell’articolo di Chiara Fera sulle Ecomafie.
Natale con Tolkien. La vita e le passioni da hobbit dell'autore de Il Signore degli Anelli, nel ritratto letterario di Lorenzo Pennacchi.
Banali, presuntuosi, semicolti: gli intellettuali italiani secondo Luigi Mascheroni. Non leggono nulla, si citano a vicenda, credono giusti soltanto i propri pregiudizi.
Un aperitivo all’inferno. La vita insonne e senza compromessi di Emil Cioran.
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Il mangiapolitici è tornato. Massimo Fini contro Salvini.
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L’ultimo vitellone. Camillo Langone sulla morte di Zanza, il playboy della riviera romagnola.
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La grandezza insostituibile. Vittorio Sgarbi e Camillo Langone raccontano l’unicità di Guido Ceronetti.
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Un apparato di note per leggere Federico Moccia. Antonio Gurrado spiega su Il Foglio perché la letteratura italiana è radicata nell’effimero, nel moralismo facile, nella cortigianeria (e considera il lettore uno stupido da educare).
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Monaldo, il papà reazionario. Giovanni Sessa su L’Intellettuale Dissidente racconta intransigenze e tenerezze del padre di Giacomo Leopardi.
Vuoi essere un film-maker, un writer, un teenager, un explorer, un leader, un dogsitter, un globetrotter? Ora puoi. Ma Alessandro Montefameglio ti ricorda il tuo vero nome: precario.
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Rombo di giovane ala. Giordano Bruno Guerri spiega perché il volo su Vienna rappresenta la sintesi perfetta dello stile di Gabriele D’Annunzio.
«Il mio psicoanalista dice che non ho più voglia di vivere, e forse ha ragione». Dentro la casa del più defilato e amabile scrittore italiano, Giorgio Manganelli.
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Oppio dei popoli. Luigi Mascheroni su Aldous Huxley e l’oppressiva liberazione delle droghe.
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La polemica culturale. Perché togliere l’obbligo della gratuità mensile dei musei può essere una buona scelta.
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Conduce Alessio Mulas.
Ritorno alla natura: Annibale Gagliani ci accompagna in una disamina di tre canti leopardiani e ci invita al rimetterci in contatto con la terra e l'infinito cosmico.
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Per una estate da dissidenti: cinque consigli per gli acquisti letterari estivi, presso la nostra casa editrice GOG.
Vivere bene. Annibale Gagliani su Seneca e il dominio stoico delle passioni.
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Guido Ceronetti. Un’intervista sulla morte, sul genio, sulla falsa ineluttabilità del progresso.
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Il torero-samurai. Stenio Solinas racconta José Tomás, il mito anti-business della tauromachia.
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Conduce Alessio Mulas.
Chi è Steve Bannon, lo stregone del populismo globale? Giacomo Maria Arrigo ci racconta letture, idee e azioni di colui che ha portato Trump al potere.
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«Scrivere cazzate non è reato». Un percorso letterario di Luigi Mascheroni tra gli slogan di rivolta del ’68, tra rivoluzioni mancate e contraddizioni insanabili.
Stai sereno. Alessandro Montefameglio, su L’Intellettuale Dissidente, racconta attraverso la letteratura e la filosofia il gesto obsoleto dell’attesa, al di là di ogni fretta agonale.
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La resistenza è quotidiana. Savino Balzano spiega perché fare di Soumalya Sacko un esempio di lotta sul fronte del lavoro.
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La grammatica? È un bestseller. Simonetta Fiori ragiona sulla popolarità dei libri in difesa della lingua nazionale.
Differenziata populista. Lorenzo Vitelli su L’Intellettuale Dissidente rispolvera Pareto e spiega perché i nuovi governi populisti riciclano la vecchia classe dirigente.
Il divano orientale. Daniele Perra spiega come i filosofi iraniani hanno preparato la rivoluzione che ha liquidato l’Occidente. Un fatto di pensiero, non di armi.
Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera offre spunti per una riflessione sul fenomeno delle baraccopoli e del caporalato. Perché il modernissimo capitalismo ricorre a forme di schiavitù pre-moderne?