Roberto Paci Dalò in conversation with scientists, artists, designers, writers, thinkers, philosophers, policy makers and more.
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Perché durante la pandemia la parola «guerra» e il gergo bellicista sono penetrati così in profondità nel linguaggio, producendo false rappresentazioni della realtà? L’analogia guerra-pandemia è un fallimento e il discorso sulla 'falsa guerra' eclissa il significato vero della guerra in quello falso della malattia, perdendoli entrambi.
Michele Chiaruzzi ha vinto il bando ISA Topics 2020 col progetto di ricerca 'La falsa guerra: pandemia e analogia medico-politica. Insegna Storia delle dottrine politiche e Relazioni internazionali nell'Università di Bologna. Nell'Università di San Marino dirige il Centro di Ricerca per le Relazioni Internazionali e fa parte del Dipartimento di Storia.
http://www.isa.unibo.it/it/eventi/2-03-la-falsa-guerra.-pandemia-e-analogia-medico-politica-conversazione-on-air-con-roberto-paci-dalo-su-usmaradio
Attribution: Michele Chiaruzzi, La falsa guerra in “Usmaradio” for the radio program “Voci” by Roberto Paci Dalò, recorded at Usmaradio, Republic of San Marino, February 2021, cc by-sa all.
Մեծ Եղեռն
Il 24 aprile si ricorda Medz Yeghern (Grande crimine): il Genocidio armeno. Dalla regìa delocalizzata di Usmaradio sulle colline di Rimini, trasmettiamo in diretta 'L'impossibile lutto degli Armeni'.
All'interno del programma una conversazione con Agop Manoukian (Presidente del Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena) seguìto da un concerto dal vivo di Roberto Paci Dalò da testi di Sayat-Nova.
Grazie a Minas Lourian e al Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena per l'appoggio collaborativo.
Andato in onda in diretta il 24 aprile 2020.
Attribution: Vittorio Giardino and Roberto Paci Dalò, in “Usmaradio” for the radio program “Voci”, recorded at Salaborsa, Bologna (Italy) within BilBOlbul, on November 2019, cc by-sa all.
Attribution: José Muñoz and Roberto Paci Dalò, in “Usmaradio” for the radio program “Voci, recorded at Salaborsa, Bologna (Italy), November 2019, cc by-sa all.
Attribution: Ivan Crico and Roberto Paci Dalò, in “Usmaradio” for the radio program “Voci” by Roberto Paci Dalò, recorded at Casa della Fornace a San Vito al Torre (Udine) 2019, cc by-sa all.
Una conversazione attorno al libro di Pier Paolo Pasolini I Turcs tal Friùl / I Turchi in Friuli (Quodlibet, 2019). Prefazione di Giorgio Agamben, testo e traduzione a cura di Graziella Chiarcossi, traduzione in versi di Ivan Crico. Testo a fronte. Ardilut.
Nel silenzio della cucina di Casa della Fornace a San Vito al Torre (Udine) abbiamo avuto la possibilità di parlare a lungo con Ivan Crico attorno al libro I Turcs tal Friùl / I Turchi in Friuli da poco pubblicato da Quodlibet nella nuova collana Ardilut dedicata alla poesia in dialetto e curata da Giorgio Agamben all'insegna della tesi: «una sorta di bilinguismo è consustanziale alla poesia italiana». Il libro presenta il testo originale nell’autorevole revisione critica di Graziella Chiarcossi, accompagnata dalla traduzione in versi di Ivan Crico, uno dei più sensibili poeti friulani di oggi.
Si è trattato di una conversazione ampia, appassionata e a tratti davvero emozionante, dove – a partire dal libro stesso – ci siamo incamminati attraverso la storia, la geografia (dal Friuli alla Mitteleuropa tutta tornando più volte a Gorizia e Trieste), i conflitti, le lingue e i popoli.
La scheda del libro: https://www.quodlibet.it/libro/9788822902719
Nel 1944, nel Friuli percorso dalle truppe naziste e devastato dai bombardamenti anglo-americani, il giovane Pier Paolo Pasolini scrive in friulano un dramma, a metà fra la tragedia e la sacra rappresentazione, che contiene, in una drastica e quasi profetica abbreviazione, tutti i temi della sua opera futura. Soggetto del dramma è l’invasione dei Turchi in Friuli del 1499, testimoniata da una lapide che il giovane poeta poteva leggere nella chiesa di Casarsa; ma, sotto l’apparenza di un’evocazione storica, è tutto il mondo di Pasolini che I Turchi in Friuli mette in scena in un inestricabile ordito di elementi personali (i protagonisti portano lo stesso nome della madre Susanna Colussi) e motivi ideali: l’appassionata fede religiosa e la rivolta contro la Chiesa, l’amore per la vita e la fascinazione per la morte (l’uccisione di Meni Colùs alla fine del dramma sembra annunciare quella del fratello Guido solo un anno dopo), l’impegno nell’azione e la fuga nella preghiera. E non è certo un caso se tutti questi motivi, almeno in apparenza contraddittori, si compongono in una parola che è la stessa che il poeta molti anni dopo avrebbe proposto come titolo per la raccolta delle sue poesie complete: bestemmia.
Attribution: Roberto Fabbriciani and Roberto Paci Dalò, in “Usmaradio” for the radio program “Voci” by Roberto Paci Dalò, recorded at Usmaradio, Summer 2019, cc by-sa al
Una conversazione appassionante e rivelatrice con uno dei più grandi musicisti della scena internazionale. Roberto Fabbriciani ci trasporta dal mondo della musica a quello del suono sottolineando l'importanza della cultura elettronica anche per un mondo acustico e strumentale. Tanti racconti "backstage" nella sua collaborazione con Gigi Nono e Aldo Clementi disegnando percorsi e ricerche di cruciale importanza per il nostro presente.
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Roberto Fabbriciani è internazionalmente riconosciuto tra i migliori interpreti. Originale ed artista versatile, Roberto Fabbriciani ha innovato la tecnica flautistica moltiplicando con la ricerca personale le possibilità sonore dello strumento. Ha collaborato con alcuni tra i maggiori compositori del nostro tempo: Luciano Berio, Pierre Boulez, Sylvano Bussotti, John Cage, Elliot Carter, Niccolò Castiglioni, Aldo Clementi, Luigi Dallapiccola, Luis De Pablo, Franco Donatoni, Jindřich Feld, Brian Ferneyhough, Jean Françaix, Giorgio Gaslini, Harald Genzmer, Adriano Guarnieri, Toshio Hosokawa, Klaus Huber, Ernest Krenek, György Kurtág, György Ligeti, Luca Lombardi, Giacomo Manzoni, Bruno Maderna, Olivier Messiaen, Ennio Morricone, Luigi Nono, Goffredo Petrassi, Henri Pousseur, Wolfgang Rihm, Jean-Claude Risset, Nino Rota, Nicola Sani, Giacinto Scelsi, Dieter Schnebel, Salvatore Sciarrino, Mauricio Sotelo, Karlheinz Stockhausen, Toru Takemitsu, Isang Yun, molti dei quali gli hanno dedicato numerose ed importanti opere. Con Luigi Nono ha lavorato a lungo, presso lo studio sperimentale della SWF a Freiburg, aprendo e percorrendo vie nuove ed inusitate per la musica. Ha suonato come solista con i direttori Claudio Abbado, Roberto Abbado, Bruno Bartoletti, Luciano Berio, Ernest Bour, Bruno Campanella, Aldo Ceccato, Riccardo Chailly, Sergiu Comissiona, José Ramón Encinar, Peter Eötvös, Vladimir Fedoseyev, Gabriele Ferro, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Gianluigi Gelmetti, Michael Gielen, Cristóbal Halffter, Djansug Kachidse, Bernhard Klee, Vladimir Jurowsky, Peter Maag, Bruno Maderna, Diego Masson, Ingo Metzmacher, Riccardo Muti, Marcello Panni, Zoltán Peskó, Josep Pons, Giuseppe Sinopoli, Arturo Tamayo, Lothar Zagrosek, e con orchestre quali l’Orchestra della Scala di Milano, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, le Orchestre della Rai, London Sinfonietta, LSO, RTL Luxembourg, BRTN Brussel, Orchestre Symphonique de la Monnaie, WDR di Colonia, SWF Baden-Baden, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Bayerischer Rundfunks, Münchener Philharmoniker. Ha effettuato concerti presso prestigiosi teatri ed istituzioni musicali: Scala di Milano, Filarmonica di Berlino, Royal Festival Hall di Londra, Suntory Hall di Tokyo, Sala Cajkowskij di Mosca, Carnegie Hall di New York e Teatro Colon di Buenos Aires ed ha partecipato a festivals quali Biennale di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Ravenna, Londra, Edimburgo, Parigi, Bruxelles, Granada, Luzern, Warsaw, Salisburgo, Wien, Lockenhaus, Donaueschingen, Köln, München, Berlin, St. Petersburg, Tokyo, Cervantino. Ha inciso numerosi dischi molti dei quali premiati dalla critica ed è stato docente di flauto presso il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze e dei corsi di alto perfezionamento presso l’Università Mozarteum di Salisburgo. E’ autore di opere musicali e testi didattici adottati nei percorsi della didattica musicale internazionale, editi da Ricordi e Suvini Zerboni. Tra le sue recenti composizioni: Glacier in Extinction; Alchemies; Cantus; Suoni per Gigi; Quando sorge il sole; Zeus joueur de flûtes; Figaro il Barbiere (liberamente da Rossini); Grande, grande amore; Alluvione; Conversazione su Tiresia (di Andrea Camilleri).
Attribution: Maria Sebregondi e Tania Gianesin in “Usmaradio” for the radio program “Voci”, recorded at Moleskine Foundation, Milan 2019, cc by-sa all.
From April 2nd to July 8th, 2019, on the occasion of Miart 2019, Fondazione Adolfo Pini will present the exhibition THE ACCURSED HOUR, by Carlos Amorales, curated by Gabi Scardi.
Carlos Amorales is interested in language, images and their transformation. More generally, he takes an interest in communication systems, their constant renewal, their potentialities and pitfalls; as well as the mechanisms that allow particular narratives to emerge at the expense of others; and, by extension, the issue of dominant representation, the manipulation of communication and thought. In his work visual art, music, animation and poetry converge, all interpreted, with great formal rigor, through a deep awareness of the present time and its tensions.
For Fondazione Adolfo Pini, Amorales has conceived the exhibition THE ACCURSED HOUR, which focuses on his life-size installation Black Cloud and on various elements from the project Life in the folds. The exhibition will also include silhouettes and other works by the artist, in a continuous shift between images and signs.
With Black Cloud, a swarm of thousands of black butterflies will invade the premises of the Foundation starting from the staircase at the very entrance. 15,000 butterflies will populate the new and the already existing spaces of the Foundation. With Life in the folds, the artist will scene the theme of human violence against other human beings. A kind of violence that lies deep within and that can explode in unjustified ways. The project also includes an animation video that tells a dramatic story while at the same time showing the hands of a puppeteer moving the characters' threads: a metaphor of the mystification to which history and our own actions are subjected, both whether we are aware of it or not.
And origins of our ghosts, to recognize their scope, matrix, and ideological value.
After presenting the five site-specific projects The Missing Link by Michele Gabriele, Materia prima by Lucia Leuci, Memory as Resistance by Nasan Tur, Labyrinth by Jimmie Durham and SUMMERISNOTOVER by Šejla Kamerić, with this new exhibition Fondazione Adolfo Pini continues its journey into contemporary art, under the guidance of Adrian Paci.
Carlos Amorales
Carlos Amorales lives and works in Mexico City. He studied in Amsterdam at the Gerrit Rietveld Academie (1996–97) and Rijksakademie van beeldende kunsten (1992–95). He has participated in artistic residencies at the Atelier Calder in Saché (2012) and MAC/VAL, Vitry-sur-Seine in France (2011), and as part of the Smithsonian Artist Research Fellowship program in Washington, D.C. (2010). His works have been shown in numerous solo and group exhibitions. Carlos Amorales represented Mexico at the 57th Venice Biennial with the project Life in the Folds (2017).
Gabi Scardi
Curator and contemporary art critic. Her research focuses on the latest artistic trends and the relationship between the arts and other close branches of knowledge. She worked with numerous museums and institutions in Italy and abroad, including: the Province of Milan; Pac Museum in Milan; Museo del Novecento in Milan; Pirelli Hangar Bicocca in Milan; MAXXI Museum in Rome; Venice Biennale; Royal Academy of London; Louisiana Museum in Copenhagen. For Fondazione Adolfo Pini she curated the exhibitions Memory as Resistance by Nasan Tur (2017) and Labyrinth by Jimmie Durham (2018).
Vladimír Šucha in conversation with Roberto Paci Dalò
Vladimír Šucha is Director-General of the Joint Research Centre, the European Commission's science and knowledge service. He was Deputy Director-General of the JRC between 2012 and 2013. Prior to that, he spent 6 years in the position of director for culture and media in the Directorate-General for Education and Culture of the European Commission. Before joining the European Commission, he held various positions in the area of European and international affairs.
Between 2005 and 2006, he was director of the Slovak Research and Development Agency, national body responsible for funding research. He was principal advisor for European affairs to the minister of education of the Slovak Republic (2004-2005). He worked at the Slovak Representation to the EU in Brussels as research, education and culture counselor (2000-2004).
In parallel, he has followed a long-term academic and research career, being a full professor in Slovakia and visiting professor/scientist at different academic institutions in many countries. He published more than 100 scientific papers in peer reviewed journals.
https://ec.europa.eu/jrc/en/person/vladim%C3%ADr-%C5%A1ucha
Conversazione con Enrico Menduni ospite dell'Università degli Studi della Repubblica di San Marino in occasione della presentazione del libro "Treni e Stazioni" (Il Mulino, 2016) per il ciclo Incontri sul Design 2017/2018.
Insegna Cinema, fotografia, televisione all'Università di Roma Tre ed è documentarista e autore radiotelevisivo.
Presentazione del film Shalim Goodbye
In studio il regista Jacopo Manzari, il direttore di produzione Riccardo Barone e il produttore esecutivo Davide Pagliardini.